NO a Social Media Manager fai da te

Tutti (o quasi) sappiamo cucinare….c’è anche chi cucina squisitamente una semplice pasta asciutta o una lasagna squisita, o un arrosto tenerissimo. Beh queste brave o bravi cuochi non sognerebbero di aprirsi un ristorante e proclamarsi Chef!
Per carità, c’è chi l’ha fatto e porta avanti l’attività da decenni, ma non sono molti coloro che hanno fatto il salto da un fornello da cucina con uno da ristorante e sono riusciti nell’impresa. La mamma, lo zio, la zia e ogni nonna cucinano le pietanze sulla base dell’esperienza (uno dei fattori fondamentali per la buona riuscita di un progetto) ma cucinare per gli altri vuol dire molto di più, non bastano amore e passione per ciò che si sta per fare.
Fare le cose in maniera professionale vuol dire scegliere con cura gli ingredienti, saper fare i giusti abbinamenti di sapore e soprattutto garantire sempre lo stesso sapore. Sembra semplice ma non lo è!
La stessa identica cosa vale per la gestione delle pagine Social. Non è un paragone azzardato ve lo assicuro!

Non possiamo improvvisarci comunicatori o esperti di marketing.

Ci sono alcune abitudini o modi di fare che si sono generati con la nascita stessa dei Social.
Prendiamo ad esempio Facebook.
Nascono prima i profili personali e poi con il tempo le Pagine Fan, questo fa si che tale social network entra nelle case e nella vita di tutti con una facilità e velocità disarmante. 


facebook community update novembre 2015Credit

Gli utenti imparano a familiarizzare con tale strumento “sulla loro pelle” e dopo aver acquisito una certa padronanza si sentono in grado di poter “fare” pubblicità o scrivere qualcosa sulla pagina fan di un’azienda?! Come non pensarci prima!!
Perché mia nonna ha cucinato per 80 anni in casa e non si è mai sognata di aprire un ristorante??!!

 

La differenza tra profilo personale e pagina aziendale

Tra un profilo personale e una pagina aziendale cambiano un bel po’ di cose: dai settaggi all’impostazione grafica, selezionare strategicamente le informazioni da inserire nella pagina non è una cosa da poco. Inoltre, c’è da sapere che le immagini devono avere alcune caratteristiche fondamentali, come per esempio pubblicarle in alta risoluzione e rispettare alcune misure a seconda se queste devono essere una copertina o una foto con relativo link.

Sapevate che possono essere utilizzate tre diverse tipologie di post?
Ognuno dei quali va scelto con attenzione in base a quello che si vuole comunicare, all’azienda che pubblica il post e al pubblico di riferimento?

Il tono di voce da utilizzare è diverso, anzi diversissimo. Sul profilo personale sto parlando con amici o presumibilmente tali, sulla pagina fan/aziendale ci si rivolge a un pubblico di clienti o potenziali tali e perciò il linguaggio non può essere né troppo amichevole né troppo confidenziale. Inoltre, ci sono molti Social e altrettanti linguaggi da utilizzare, per questo motivo per un’azienda andrà bene Twitter, per un’altra Facebook oppure ancora Instagram. Perciò non c'è motivo di utilizzare gli hashtag sempre e ovunque. Occorre studiare strategie di marketing, concetti chiave di comunicazione e conoscere e comprendere il linguaggio della pubblicità.
Quando scriviamo un post per un’azienda, non siamo noi in prima persona. In quel momento siamo l’azienda.
Dobbiamo sapere che linguaggio ha utilizzato negli anni l’attività e capire se è opportuno continuare su quella linea o se cambiare e in che modo, dovremmo entrare nel linguaggio sia dell’azienda che del target. Se parlassimo una lingua distante anni luce da quella utilizzata dal pubblico di riferimento a cui ci rivolgiamo ciò che scriviamo o facciamo non verrà compreso, la nostra azione di comunicazione non sarà efficace e il destinatario non riuscirà a decifrare bene il messaggio.
Un Social Media Manager è focalizzato sulla “logistica” dei vari canali, gestisce il calendario dei contenuti, scrive copy, schedula post e supervisiona la creazione di contenuti digitali come foto e video.

Un Social Media Manager
non improvvisa ma programma,
non parla ma comunica,
non guarda ma osserva,
non attacca ma consiglia,
non manipola ma guida,
non discute ma interagisce,
non scambia opinioni ma intesse relazioni.

Insomma avere uno strumento a portata di mano non fa di noi un professionista, possiamo conoscerlo più o meno bene, comprendere alcune dinamiche ma essere un professionista vuol dire molto di più. Affidarsi a chi di professione conosce i meccanismi e le dinamiche della comunicazione aziendale, vuol dire avere più tempo per se e per il proprio lavoro e soprattutto avere una vetrina sempre ben allestita e che sappia relazionarsi con i propri clienti.

 

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